L’ADSL a San Costantino Calabro

Finalmente… il tanto atteso momento è arrivato. Anche a San Costantino è disponibile l’ADSL. Tutti parlano di questa notizia che ci mette in linea con il resto della civiltà italiana. E quì nasce la mia indignazione e di tutti coloro che l’hanno attesa con tanta trepidazione e che tanto si sono impegnati nella raccolta di firme e nelle altre iniziative per sollecitare il lieto evento. Non è ammissibile che ai giorni nostri un paese come San Costantino Calabro, con la posizione strategica di cui gode, possa essere stato tagliato fuori da una innovazione tecnologica che di fatto costituisce la normalità delle cose in quasi il 90% dell’Italia. La banda larga è divenuta al giorno d’oggi una cosa a cui non si può rinunciare. Chi continuerà ad utilizzare, per scelta o per forza, il vecchio modo di collegarsi a internet per mezzo di un modem 56K rimarrà fortemente penalizzato. Il web è diventato sempre più interattivo e questa interattività si paga in termini di banda. Ormai un computer senza internet è poco più che una console di gioco. Ma questo non lo dico io… guardate quanto la Telecom Italia stessa afferma in un comunicato del 2002, quando ancora a San Costantino molti non sapevano proprio che esistessero i collegamenti veloci su internet.

 

«La larga banda si configura quindi come un irrinunciabile strumento per rendere possibile quella trasformazione del sistema culturale, economico-sociale e produttivo, senza la quale il Paese rischia di essere escluso dalla competizione internazionale […] Lo sviluppo della larga banda in Italia deve pertanto essere considerato un obiettivo prioritario di politica economica […] In tale contesto è necessario pertanto un intervento del Governo per favorire uno sviluppo il più possibile omogeneo e tempestivo della larga banda in Italia.»

 

Nel 2004 la copertura dell’Italia era dell’80% che di per se sembra un buon risultato ma che confrontato con le altri percentuali delle 6 maggiori nazioni europee rivela tutta la sua magrezza. Inoltre il divario interno al paese è ancora maggiore e a essere penalizzati sono soprattutto i paesi sotto i 10.000 abitanti, categoria in cui rientra anche San Costantino. Nel 2005 solo il 15% di essi erano coperti da ADSL. Tuttavia la Telecom Italia negli ultimi anni, spinta anche da decreti legge “salva faccia” (vedi decr. Bersani), si è mossa anche in questa direzione. Parlando con un promoter di Telecom Italia sono venuto a conoscenza che il detto decreto prevede che tutti i comuni italiani entro l’inizio del 2008 devono essere raggiungibili dall’ADSL. In realtà da quanto si legge su http://www.osservatoriobandalarga.it “a fine giugno 2007, il 10% della popolazione italiana (6 milioni di cittadini) abitava in zone di digital divide infrastrutturale, ovvero in aree dove i collegamenti a banda larga possono essere realizzati solo attraverso costosi collegamenti dedicati o soluzioni satellitari, e non con la tecnologia che oggi è considerata di riferimento per la banda larga, cioè l’ADSL“. San Costantino fa perte di un area che era servita da una centrale telefonica priva di DSLAM, ma dotata di collegamenti in fibra ottica. Eravamo tra quei pochi (il 2% di tutti gli italiani) dimenticati dalla Telecom (ex-monopolista) perchè secondo loro un investimento di questo tipo (neanche troppo esagerato) non avrebbe portato loro un ritorno economico in tempi brevi. Io credo che molti di noi, approfittando delle promozioni che non prevedono costi di attivazione, sottoscriveranno un abbonamento alla figlia prediletta di madre Telecom, Alice appunto, e inizieranno a godere presto dei benefici che può apportare, a chi studia, chi lavora, chi si vuole divertire, la banda larga.

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